Oltre il muro! L’intervista ai B-Boat dopo l’uscita del loro primo album

Come ogni rock band che si rispetti, anche i B-Boat si ritrovano spesso a provare e a creare musica in una saletta dentro un lungo tunnel di garage nella periferia di Bologna. Prima delle consuete prove, ho avuto l’occasione di intervistare questa giovane band, reduce peraltro dal concerto per la release dell’album “Oltre il Muro” a Labas.

Una prima cosa. Chi sono i B-Boat? Come mai avete scelto questo nome?

(Solomon B) I B-Boat sono un gruppo di ragazzi che hanno in comune la passione per la musica giamaicana e che hanno iniziato a suonarla per portare in giro il suo messaggio. Il nome “B-Boat” deriva dal titolo di una bellissima canzone di Harry Belafonte, la bellissima “Banana Boat”, una “slave song” che parla di una barca adibita al trasporto di banane in cui lavoravano gli schiavi neri.

Col tempo per noi questa “B-Boat” ha assunto diversi significati, ci piace continuare a considerarci una ciurma di amanti del reggae che viaggia in questo mondo, nell’attualità.

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